Traduttori itineranti

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L’idraulico mi ha chiesto che lavoro facessi, e mi ha detto di aver già conosciuto una traduttrice ( il che è già un evento di per sè).

Mi ha raccontato che ha incontrato questa ragazza mentre viaggiavano in pullman verso l’Austria per le vacanze estive.

Era rimasto particolarmente colpito dal fatto che la ragazza in questione avesse lavorato per tutto il viaggio.

Almeno per una volta ho beccato una persona che non immagina la nostra come la categoria degli scansafatiche!!

Il suo aneddoto mi ha fatto pensare a tutti i i viaggi e i posti in cui mi sono ritrovata a tradurre col mio bel computer sulle ginocchia.

Mi vengono in mente treni, autobus, letti di hotel e un traghetto da Anzio a Ponza. E voi? In quale insolito posto avete lavorato ai vostri testi?

L’importanza di ciò che resta

Mentre davo l’ennesima mano di bianco ad un mobile che sto recuperando, pensavo a tutte le cose che dovevo fare, a quanto fossi stanca. Me la prendevo con me stessa e con la mia passione per il vintage.

Quel mobile non è particolarmente bello, occupa spazio potenzialmente prezioso e richiede infinite pennellate di vernice per assumere un aspetto decente.

In preda alle mie paturnie non mi rendevo conto che mi stava sfuggendo il vero nocciolo della questione. Ovvero il fatto che quel mobile è lì da 30 anni ed è stato fatto da uno zio di mia suocera.

Spesso il fascino di alcuni oggetti è che restano con noi. Rimangono nelle nostre case e fanno parte di un pezzo della nostra vita. Silenziosi spettatori che con la loro continuità ci ricordano storie e persone passate. E’ solo questo quello che conta!!