Anatomia di Arbanella Art

 

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Arbanella Art è il brand italiano di Beatrice Minuto: una talentuosa e giovane artista che realizza ceramiche e disegni ispirati al suo territorio.  Potete acquistare le sue deliziose creazioni nel suo negozio online oppure direttamente al laboratorio di ceramica a Celle Ligure. L’ho intervistata per saperne di più su di lei e su come è nato Arbanella Art.

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Questo blog si chiama Anatomie des mots: l’anatomia delle parole è una grammatica segreta, la loro intima connessione con le cose che ci circondano. Potresti fare l’anatomia della parola “Arbanella”?

Ho scelto di chiamarmi “Arbanella” innanzitutto perché non avevo intenzione di mettere il mio nome per intero. Mi sono trovata a dover cercare uno pseudonimo e la mente mi ha portato subito a un nome familiare che nel nostro dialetto vuol dire “vasetto di vetro”. Utilizzato soprattutto da mia nonna per le conserve e le marmellate. Era una parola molto utilizzata, con un suono un po’ magico. Non l’ho scelta tanto per il significato intrinseco, ma per quello che aveva per me, legato alla mia terra e alla mia famiglia.

Raccontaci un po’ di te

Fin da subito ho scelto di buttarmi nel mondo dell’ arte frequentando il liceo artistico a Savona e in seguito Disegno Industriale a Milano. Sapevo con sicurezza di non voler stare dietro a una scrivania ma in una bottega e cosi ho deciso buttarmi in questa avventura e ho cercato maestri disposti a insegnarmi. Insegnamenti che solo da chi ha il mestiere in mano si possono imparare, non dietro ai banchi di scuola, e così ho fatto. Ho scelto l’arte di muovere testa e mani contemporaneamente.

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Quando hai iniziato ad interessarti alla ceramica?

Ho sempre avuto molti interessi in campo manuale nel corso degli anni, ma la mia storia con la ceramica parte da quando ero una bambina, mia mamma l’ha sempre lavorata.

 

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Dove trovi ispirazione?

La risposta potrebbe essere: tutto. Da un viaggio in treno al barista che mi serve il caffè la mattina: tutto è fonte d’ispirazione!

Ma per rispondere alla domanda, la mia ispirazione principale è il territorio in cui vivo: mare, gabbiani, ulivi e le forme che la natura mi suggerisce.

 

Com’ è la tua giornata tipo?

Mi sveglio e vado in bottega (ovviamente dopo una bella colazione).

Il mio primo pensiero è quello di portare a termine le consegne e lavorare ai desideri che mi commissionano i clienti ma anche pensare a nuove forme ed idee da proporre.

Tutto senza mai dimenticarmi di portare a spasso il cane e farmi due risate con le amiche.

Cosa molto importante è  anche ritagliare tempo per fotografare e dedicarsi ai social, ai quali sono molto affezionata.

Quali sono gli artisti che più ami?

Sarà banale ma al primo posto metto Leonardo Da Vinci; la sua curiosità e la sua capacità di progettare.

Un altro artista da me molto amato è Egon Schiele, per il tratto nervoso e indagatore della sua matita.

E poi Enzo Mari, per l’essenzialità e la concretezza che ha nel progetto.

Mi fermo a questi tre importanti artisti, ma la lista potrebbe essere infinita!

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Come trasformi un’idea in un prodotto?

Avendo studiato disegno industriale il mio procedimento parte sempre dalla funzionalità che deve avere un oggetto.

Prima di essere bello deve essere utile.

Molte volte parto da disegni e schizzi ma sono anche tante le volte che l’oggetto esce direttamente dalle mani.

 

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Cosa collezioni?

Da bambina ricordo che collezionavo  piume e ali di farfalla , adesso non c’è un oggetto in particolare che colleziono ma per ogni momento bello che vivo amo tenere un oggetto che lo rappresenti.

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Di quali abitudini passate e forse perse senti di più la nostalgia?

Rimpiango molto non avere il tempo di fare il pane e passeggiare all’aperto come ero abituata a fare, prima di aprire il laboratorio ovviamente.

Qual è il tuo sogno di felicità?

Dopo tutti i sacrifici e gli sforzi compiuti per realizzare e rendere concreta la mia idea di lavoro, il mio sogno è quello di svegliarmi sempre con l’entusiasmo e l’amore che provo per quello che faccio.

Cosa c’è nel futuro di Arbanella?

Non so di preciso cosa aspettarmi dal futuro, spero di continuare a lavorare per quello che amo e ampliare le mie collaborazioni, senza chiudere nessuna porta a occasioni future.

 5 cose da fare a Celle Ligure

Non ho mai nascosto di essere innamorata del mio paese, anche se piccolo e pieno di difetti.

1. Sicuramente fare colazione con focaccia e cappuccino è una delle 5 cose che             consiglierei a chi visita Celle.

2. D’estate è inevitabile fare un tuffo nelle nostre bellissime acque, caratterizzate da un mare pulitissimo.

3. D’inverno è meraviglioso apprezzare,nel silenzio, il rumore di una mareggiata .

4. Visitare la bellissima “Passeggiata Romana” sospesa sul mare dalla quale si può ammirare tutta la bellezza della nostra costa.

5. Prendere la funicolare e immergersi in un’antica pineta ricca di magia e scorci di panorama mozzafiato.

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Anatomie de la semaine

E’ stata una settimana di aria frizzante, cielo terso e sole tiepido e io ne ho approfittato trascorrendo ogni singolo momento libero all’aperto.

Ho iniziato ad immergermi nei preparativi per il Natale e ho fatto il mio primissimo calendario dell’avvento.

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Date le premesse, la lista delle cose che ho scovato questa settimana non è lunghissima:

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  • Se siete di Roma questo fine settimana torna Merry Handmade, l’evento dedicato alla creatività handmade
  • La città natale di Harper Lee  sta investendo nel turismo dei fan della celebre scrittrice di Il buio oltre la siepe
  • Anatomia di un soldato è il libro d’esordio di Harry Parker, in cui 45 oggetti raccontano la guerra in Afghanistan del capitano BA 5799
  • Dopo la pizza e gli spaghetti, ora è il panettone a conquistare gli inglesi
  • Perché diciamo cose come “Salvare capra e cavoli” o ” Gettare la spugna”?

Anatomia di Firulì Firulà

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Firulì Firulà è un marchio di abbigliamento per bambini da 0 a 6 anni, nato dalla creatività di Rosa D’Agostino. I vestiti, che lei stessa realizza, sono intrisi di nostalgia e romanticismo e rilevano una squisita abilità manuale.

1. Che cos’è Firulì Firulà?
È il mio piano B. Un sogno che ho faticato a riconoscere. Uno stato dell’anima. Sono io!

2. Come è nata l’idea di Firulì Firulà?
Un vestitino dopo l’altro. Da principio quasi un divertissement, poi una vera urgenza creativa. Alla fine una scelta convinta, maturata grazie al sostegno di mio marito. Grazie Fabio.

3.Quando hai iniziato ad interessarti all’abbigliamento per bambini?
Durante la mia prima gravidanza. Curiosando tra gli shop online dedicati all’infanzia ho scoperto – e con grande entusiasmo! – che esistevano designer e brand che proponevano capi di alta qualità, frutto di un vero ingegno creativo, e sopratutto fuori dai circuiti della grande distribuzione.

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4.Dove trovi ispirazione?
Curiosando nel passato, sempre. Sono una nostalgica e le atmosfere retrò mi affascinano fatalmente. Dai cartoni animati, ai libri illustrati, passando per le tazze da te.

5.Cosa ritieni importante quando disegni gli abiti per i bambini?
I bambini.

6. Questo blog si chiama Anatomie des mots: l’anatomia delle parole è una grammatica segreta, la loro intima connessione con le cose che ci circondano. Potresti fare l’anatomia delle parole “Firulì Firulà”?                                                                                                               Firulì Firulà è il fischiettare scanzonato di chi col sole in faccia se ne va per la via, saltellando quasi. Ed è anche il fischiettare soddisfatto che mi risuona in testa quando un nuovo progetto sta prendendo forma tra ritagli di stoffa e capocchie di spilli.

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7.Sei un’imprenditrice e mamma di due bambini. Come concili lavoro e famiglia?
Imprenditrice, io??!? No no no, prego. Sono una artigiana molto appassionata e non nascondo l’impegno e le fatiche alla mia famiglia perchè è anche questo una lezione di vita.

8. Qual è il tuo libro per bambini preferito?
Pinocchio, nella sua versione originale.

9.Di quali abitudini passate e forse perse senti di più la nostalgia?
I fazzoletti di cotone, per esempio. Ma potrei citarne diverse altre. Sono una nostalgica, l’ho già detto? 🙂

10. Il tuo sogno di felicità
Diventare nonna.

11. 5 cose da fare a Milano
Perdersi con la testa tra le stelle al Planetario, meglio se in compagnia di una mano da stringere.
Ordinare un ombrello su misura – l’ombrello per la vita – magari dal disegno retrò, nello storico laboratorio Maglia.
Prendere un caffe alla bottega Hodeidah e nel mentre scegliere un ‘ricordo’ goloso da portare a casa.
Rilassarsi un momento al piccolo e grazioso Orto Botanico di Brera.
Attraversare il cortile di Palazzo Bagatti Valsecchi in un giorno feriale e lasciarsi tentare dal Salumaio di Montenapoleone.

 

1.What is Firulì Firulà?

It’s my plan B. A dream that I struggled to recognize. A state of the soul.

2.How was the idea behind Firulì Firulà born?

One dress after another. From the beginning almost a diversion, then a real creative urgency. Eventually a well-thought choice made thanks to the support of my husband. Thanks, Fabio.
3.When did you first become interested in children’s clothing?

During my first pregnancy. By browsing online shops dedicated to children, I discovered – with great enthusiasm! – that there were designers and brands that offered high quality garments (the result of a true creative genius) and especially  besides the usual large retailers.

4.Where does your inspiration come from?

By browsing in the past, always. I am a nostalgic and I am dramatically fascinated by retro atmospheres. From cartoons, to illustrated books, through tea cups.

5. What do you believe is important when designing children’s clothes?

Children.

6.This blog is called Anatomie des mots: the anatomy of words is a secret grammar, their intimate connection with things around us. Could you anatomize the words Firulì Firulà”?

Firulì Firulà is the lighthearted whistling noise of those who walk with the sun shining on their faces, almost hopping. And it is also the happy whistling  in my head when a new project is taking shape, between scraps of cloth and pinheads.

7.You are an entrepreneur and mother of two. How do you balance work and family life?

Businesswoman, me ??!? No, no, no, please. I am a very passionate artisan and I do not hide the commitment and efforts from my family because this is also a life lesson.

8.What is your favourite children’s book?

Pinocchio, in the original version.

9.What past or maybe lost habits do you feel most nostalgic about?

Cotton handkerchiefs, for example. But I could mention many others. I am a nostalgic, haven’t I mentioned it? 🙂

10.What is your dream of happiness?

Becoming a grandmother.

11.Tell us 5 things to do in Milan

Get lost with your head in the stars at the Planetarium, preferably in the company of a hand to hold.
Order a custom made umbrella – the umbrella for life – maybe with a retro design, at the historic workshop Maglia.
Have a coffee at bottega Hodeidah while choosing a tasty ‘souvenir’ to take home.
Relax yourself for a moment at the small and charming Brera Botanical Garden.
Cross the courtyard of Palazzo Bagatti Valsecchi on a weekday and allow yourself to be tempted by the  Salumaio of Montenapoleone.

 

 

 

 

 

Anatomie de thelapisu

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Sara è un’interior e graphic designer, nonché creatrice di thelapisu.

Le sue grafiche sono minimal, fresche e contemporane e vengono applicate su adesivi, card, tote bag, notebook, mug e altro ancora… E il tutto è ovviamente personalizzabile.

Non perdetevi la  Summer Edition, tutta fenicotteri rosa e cocomeri!!

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Cosa significa thelapisu?
La Pisu è il mio soprannome e quando mi sono laureata il mio compagno scherzando mi disse che quando in futuro fossi riuscita a costruire qualcosa di mio si sarebbe dovuto per forza chiamare thelapisu e così ho fatto!

Che cosa ti ispira?
Bella domanda, tutto direi. L’importante è avere l’occhio attento, allenato, pronto a cogliere ciò che ci viene indirettamente suggerito da quello che ci circonda. Seguo poi molti blog stranieri, sono abbonata ad alcune delle principali riviste di settore e acquisto molti moltissimi libri. Ma se proprio devo scegliere cosa più mi ispira direi i viaggi, sulla via del ritorno sono sempre carica di idee e non vedo l’ora di rimettermi al lavoro!

Cosa ti ha insegnato thelapisu?
Thelapisu mi ha insegnato a quanto i piani B possano concretizzarsi e diventare realtà se lo si vuole davvero, con impegno e fatica ma la soddisfazione è tanta.

Cosa collezioni?
Libri, ho una libreria fornitissima in continua evoluzione, penso non siano mai abbastanza.
Mugs, ho perso il conto, le acquisto spesso in viaggio ma non solo. Calamite, una per ogni viaggio.

Nelle tue foto compare spesso tuo nonno. Che ruolo ha in thelapisu?
Ho un fortissimo legame con i miei nonni, sono la mia famiglia, sono il mio sentirmi a casa. Il nonno è colui che forse più mi ha trasmesso la passione per il “fare con le mie mani”, è un rilegatore e non solo. Nel suo laboratorio ho passato la mia infanzia, un po’ osservando e un po’ mettendoci del mio, ed ora continuo a passarci tanto tempo.

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5 pezzi vintage nel tuo armadio
Ho diverse borse vintage che la nonna mi ha regalato e che non mollo, sono le mie preferite. Lei è stata ed è tutt’ora stilosissima, amante di borse e scarpe, sempre con un look curatissimo. Poi un orologio sempre suo.

Di quali abitudini passate e forse perse senti di più la nostalgia?
Sono forse ripetitiva ma il tempo “buono” passato con i nostri cari ed in particolare con i nonni penso sia impagabile, un dono prezioso che porteremo sempre con noi.

Il tuo sogno di felicità
Non mi sento per niente scontata se proprio oggi con i tempi che corrono dico famiglia.

La tua passione attuale
Ho riscoperto da relativamente poco tempo quanto l’attività fisica possa far bene non solo al fisico ma anche allo spirito. Da parecchi anni pratico lo yoga, mentre l’anno scorso ho riscoperto la passione per la corsa e nell’ultimo periodo invece mi piace svegliarmi presto e andare a fare qualche vasca in piscina quando ancora è deserta. Il miglior modo per iniziare al meglio una giornata!

5 cose da fare a Bergamo
Partendo da città bassa, consiglio sicuramente un po’ di shopping da Flamingo in piazza Pontida e una dolce merenda (o anche un buon bagel se passate per pranzo) dai Pasticcioni, una nuova piccola bakery in via San Lazzaro che proprio non potete perdere!
Ma sicuramente se si viene a Bergamo è vietato limitarsi a visitare Bergamo bassa che per quanto bella sia non ha la stessa magia di Città alta, quindi prendete la funicolare o percorrete tutte le mura a piedi se è una bella giornata e perdetevi nelle viette storiche magari fin su al Castello di San Vigilio.

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What does thelapisu mean?
La Pisu is my nickname, and when I graduated my partner jokingly told me that in the future, in case I was able to create something of my own, I should have named it thelapisu and so I did!

What inspires you?
Good question, I would say everything. The important thing is to have a trained eye, ready to grasp what is indirectly suggested by what surrounds us. I follow many foreign blogs, I have subscribed to some of the major magazines and I purchase many many books. However, if I have to choose what inspires me the most, I would say travelling; on my way back I am always full of ideas and cannot wait to go back to work!

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What did you learn from thelapisu?
Thelapisu taught me how a plan B can materialize and become reality if you really want it; it takes commitment and effort, but the satisfaction is great.

What do you collect?
Books, I have a fully stocked library constantly evolving, I think books are never enough.
I lost count of the number of my mugs, I often purchase them during my trips but not only then. And magnets, one for each trip.

Your photos often depict your grandfather. What is his role in thelapisu?
I have a strong bond with my grandparents, they are my family, I feel at home with them. My grandfather is the one who passed on his passion for the “do it with my hands” to me. He is not only a bookbinder. I spent my childhood in his lab, looking at him and giving my personal contribution, and now I continue to spend so much time there.

Tell us about 5 vintage pieces in your closet.
I have several vintage bags that my grandmother gave me and I do not give up, they are my favourite. She was and still is very stylish, a lover of handbags and shoes, always with a perfect look. And then a watch from her too.

What past or maybe lost habits do you feel most nostalgic about?
I’m probably repetitive but I think that the “good” time spent with our loved ones, and in particular with grandparents is priceless, a precious gift that stays with us forever.

What is your dream of happiness?
I am not afraid of stating the obvious but, considering the times we live in, I would say family.

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What is your current passion?
I recently rediscovered how physical activity is beneficial to both body and spirit. I’ve been doing yoga for several years, while last year I rediscovered a passion for running and in the last period, I like waking up early to swim when the pool is still empty. The best way to start your day!

Tell us 5 things to do in Bergamo
Starting from Città Bassa, I definitely recommend some shopping at Flamingo in Piazza Pontida Square and a nice snack (or even a good bagel if you go for lunch) from Pasticcioni, a new small bakery in via San Lazzaro that you just cannot miss!
Surely if you are in Bergamo do not limit yourself to visiting Città Bassa which is certainly very beautiful but it does not have the same magic of Città Alta; take the funicular or walk along the walls if it’s a nice day and get lost in the historical alleyways up to the medieval San Vigilio Castle.

Il mondo di Fulana Beltrana Sicrana

Benedetta Maxia è una ragazza italiana piena di talento che vive a Lisbona.

E’ una traduttrice, danzatrice e dalle sue mani nascono le stupende creazioni di Fulana Beltrana Sicrana.

Benedetta è una di quelle giovani donne che incarna alla perfezione il multitasking femminile e io la trovo irresistibile!

“L’idea di FULANA BELTRANA SICRANA è nata nella primavera del 2011 e il nome è la versione femminile dell’espressione portoghese “Fulano, Beltrano e Sicranoe il suo equivalente in altre lingue sarebbe “Tizia, Caia e Sempronia“, Jane, Jill and Mary”,” Pierrette, Paulette et Jacqueline “,” Fulana, Zultana y Mengana“,” Jasia, Julka i Marysia “,” Λόλα, Φαίη και Μιμή (Lola, Fay e Mimi) “Diversamente dall‘uso comune dell’espressione, le bambole sono facilmente riconoscibili Fulanas e Fulanos hanno i capelli scuri, Beltranas e Beltranos hanno i capelli rossi e Sicranas e Sicranos hanno i capelli castani e ognuno ha una personalità unica e speciale”.
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Sei danzatrice, traduttrice e creatrice di Fulana Beltrana Sicrana. Come coesistono in te questi tre mondi?

Da freelancer, sono sempre stata abituata all’idea di progetto, scadenza, ricerca, idee, disciplina, multi-tasking… e diciamo che sono questi gli aspetti che hanno in comune queste tre attività, ovviamente con le dovute sfumature. Da un punto di vista pratico, svolgendo varie professioni, si è aggiunta un’altra parola importante alla lista, “priorità”. E non mi riferisco ad una piccola traduzione, a poche ore di prove o alla creazione di un prodotto, perchè ciò avviene molto spesso, ma mi riferisco soprattutto alla realizzazione contemporanea di progetti molto impegnativi, come affrontare le prove per un nuovo spettacolo, una traduzione molto complessa o creare una collezione o uno stock di prodotti. Ognuno di questi momenti richiede molte ore di lavoro e di concentrazione, e quindi ciò mi obbliga a dover dare priorità al lavoro più urgente e, di conseguenza, a dover, spesso, rinunciare agli altri. Diciamo, comunque, che in generale riesco sempre a gestire il tutto, ovviamente spesso grazie alle nottate e ai fine settimana che, come ben sai, fanno parte dell’agenda di un lavoratore indipendente.

Fulana Beltrana Sicrana nasce da un taccuino nella primavera 2011. Cos’è diventato oggi?

In quel taccuino c’era un’ idea, un progetto che pian piano ha preso forma e che ora, grazie a tutti coloro che ci hanno creduto e che ci stanno credendo come me, è non solo una marca registrata, ma anche e soprattutto ciò che più desideravo, ovvero qualcosa di speciale che le persone vogliono avere o regalare. ‘Fulana Beltrana Sicrana’ è in vendita, oltre che in Portogallo, paese in cui vivo e lavoro, anche in Germania, Olanda, Australia, Giappone, Canada e Nuova Zelanda e si trova in molte case in Europa e in varie parti del mondo.

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Dove trovi ispirazione per le tue creazioni?

Da un punto di vista di stile, una grande ispirazione é sempre stata la musica e la moda degli anni ’60 e’70 e, di conseguenza, anche tutte le nuove tendenze che si rifanno a questi anni.

Ora come ora, mi ispiro molto anche ai personaggi di film e a stili di vita che ammiro e con i quali mi identifico, come le Pussy Riot, il Capitano Zissou, ispirato al protagonista del film di Wes Anderson ‘Le Avventure acquatiche di Steve Zissou’ e la collezione ‘Backpackers’, dalla quale nasceranno in breve altre collezioni dello stesso genere.

Da un punto di vista di materiali, il mio obbiettivo è sempre stato quello di riutilizzare e dare nuova vita a tessuti riciclati o vintage che, da anni ormai, colleziono e che appartenevo alle mie nonne, bisnonne e alle mie zie e ora anche alle nonne e alle zie di amici e di persone che danno valore e che credono in questa filosofia di vita .

Quindi, quando creo le mie collezioni o bambole personalizzate sono spesso anche i tessuti e i materiali disponibili a servire d’ispirazione.

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 Come sei diventata traduttrice e con quali lingue lavori?

Diciamo che la traduzione è sempre stata, indirettamente, presente come sopravvivenza e poi è diventata, per scelta, una professione.

Ho sempre avuto la fortuna di viaggiare e sin dal liceo ho scelto di specializzarmi in lingue. Nel 2001 mi sono trasferita in Olanda per frequentare l’accademia di danza di Rotterdam e nel 2003 mi sono trasferita in Portogallo, a Lisbona, dove ho potuto finire l’università e dove mi sono specializzata in traduzione.

Lavoro con l’italiano, il portoghese e l’inglese e le mie aree di specializzazione sono l’Architettura, il Design e le Arti dello Spettacolo.

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Esiste un legame tra la creatività e il mondo della traduzione?

Senza dubbio. Saper interpretare e trasmettere un messaggio o un significato sia in un’altra lingua sia attraverso l’oggetto realizzato.

5 cose da fare a Lisbona

A parte tutto quello che normalmente si trova nelle guide, e i mille altri posti che vale la pena visitare, posso suggerire un itinerario alternativo, che faccio sempre quando qualcuno mi viene a trovare: pranzo ‘almoço’ alla ‘A Palmeira’, nella ‘baixa’, visitare la chiesa di ‘São Domingos’, vicino al Rossio e, perchè no, bere una ‘ginjinha’, visitare la ‘Casa do Alentejo’ e l’‘Ateneu’, proseguire verso l’‘elevador da Lavra’, prenderlo oppure salire a piedi fino al ‘Jardim do Torel’.

 Il tuo sogno di felicità

Sicuramente, in ambito professionale, il mio obbiettivo è di riuscire a portare avanti e di far crescere i miei progetti senza dover abdicare a ciò in cui credo.

Potete trovare Benedetta e le sue creazioni qui:

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Benedetta Maxia is a talented Italian girl who lives in Lisbon. She is a translator, a professional contemporary dancer and with her gifted hands a she creates the stunning Fulana Beltrana Sicrana art dolls. Benedetta is one of those young women who perfectly embodies the female multitasking and I find her simply irresistible!

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“The idea of FULANA BELTRANA SICRANA started in the spring of 2011 and the name is the feminine version of the Portuguese expression “Fulano, Beltrano e Sicrano” and its equivalent in others languages would be “Tizia, Caia e Sempronia”, “Jane, Jill and Mary”, “Pierrette, Paulette et Jacqueline”, “Fulana, Zultana y Mengana”, “Jasia, Julka i Marysia”, “Λόλα, Φαίη και Μιμή (Lola, Fay and Mimi)”…Unlike the common use of the expression, the dolls are easily recognizable – Fulanas and Fulanos have dark hair, Beltranas and Beltranos have red hair and Sicranas and Sicranos have brown hair and each one has a unique and special personality”.

You are a contemporary dancer, a translator and the creator of Fulana Beltrana Sicrana. How do these three worlds coexist for you?

As a freelancer, I’ve always been used to the idea of the project: deadlines, research, ideas, discipline, multi-tasking, etc, and I can say that this is what these three activities have in common, but of course with the proper nuances. From a practical point of view, when carrying out various professions, it is important to add another word to the list: “priority”. And I’m not referring to a small translation, a few hours practice or the creation of a product, because this happens very often, but I am referring in particular to carrying out challenging projects simultaneously; how to deal with practice for a new show, a very complex translation or create a collection or a stock of products. Each of these jobs requires many hours of work and concentration, and it therefore forces me to prioritize the most urgent work and, consequently, I often have to turn down others. Let’s say, however, that in general I can always manage it all, of course, often due to late nights and weekends which, as you well know, are part of the life of a freelancer.

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Fulana Beltrana Sicrana was created from a notebook in the spring of 2011. What has it become today?

In that notebook there was an idea, a project that slowly took shape and now, thanks to all those who have believed and still believe in it as I do, it is not only a registered trade mark, but also what I wanted most, which is something special that people want to have or give as gifts. ‘Fulana Beltrana Sicrana’ is on sale in Portugal, the country where I live and work, but also in Germany, the Netherlands, Australia, Japan, Canada and New Zealand and they can be found in many homes in Europe and around the world.

Where do you find inspiration for your creations?

From a style point of view, music and fashion from the 60s and 70s have always been a great source of inspiration and, consequently, all the new trends are based on these years. Right now, I’m also very inspired by the characters of the films and lifestyles I admire and with whom I identify, such as Pussy Riot, Captain Zissou (inspired by the main character of Wes Anderson’s ‘The Life Aquatic with Steve Zissou’) and the ‘Backpackers’ collection, which will soon give rise to other similar collections. From a material point of view, my goal has always been to reuse and give new life to vintage or recycled fabrics, which I’ve been collecting for years now and used to belong to my grandmothers, great-grandmothers and aunts but now also from grandmothers and aunts of friends and other people who value and believe in this philosophy. So, when I create my collections or custom dolls, it is often the fabrics and materials available which serve as inspiration.

How did you become a translator and which languages do you work in?

Let’s say that translation has always been, indirectly, a means of survival and this later became, by choice, a profession. I’ve always been lucky enough to travel and since high school I’ve chosen to specialize in languages. In 2001, I moved to the Netherlands to attend the dance academy in Rotterdam and in 2003 I moved to Portugal, to Lisbon, where I was able to finish the university and where I specialized in translation.

My working languages are Italian, Portuguese and English, and my areas of expertise are architecture, design and the performing arts.

Is there a link between creativity and the world of translation?

No doubt. Knowing how to interpret and convey a message or a meaning, either in another language or through a created object.

Give us 5 things to do in Lisbon

Aside from everything you normally find in guidebooks, and the thousands of other places worth visiting, I can suggest an alternative itinerary, which I always do when someone comes to visit me: an ‘almoço’ lunch at ‘A Palmeira’ in the ‘baixa’, then visit the ‘São Domingos’ church near to Rossio, and maybe drink a ‘ginjinha’, then go to ‘Casa do Alentejo’ and the ‘Ateneu’, before continuing on to the ‘elevador da Lavra’, which you can take or just walk up to the ‘Jardim do Torel’.

What is your dream of happiness?

In the professional world, my goal is definitely to be able to pursue and develop my projects without having to sacrifice anything I believe in.

You can find Benedetta and her creations here: