Anatomie de la semaine

Questo è un breve elenco delle cose che ho trovato e che mi sono piaciute questa settimana.

1. 53 foto che raccontano la storia del Festival di Cannes

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Image source : Getty/AFP.

2.Il profilo Instagram BewitchedQuills di Annelies van Overbeek,  una giovane 17enne belga che con un po’ di trucco si trasforma di volta in volta nelle icone del cinema del passato come Audrey Hepburn e Vivien Leigh.

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Image source : Instagram account, BewitchedQuills

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Image source: Instagram account, BewitchedQuills

3. Trenta parole intraducibili

4.  Il nuovo libro Greenterior del duo belga Magali Elali e Bart Kiggen, i fondatori della rivista intervista online Coffeeklatch. Greenterior presenta le case di diciotto creativi da Anversa a New York, che hanno tutti una cosa comune –  la passione per le piante.

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Image source: Coffeeklatch

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Image source: Coffeeklatch

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Image source: Coffeeklatch

 

This is just a short list of things I found and loved this week.

1.53 Cannes Film Festival Photos That Will Take You Way, Way Back

2. Annelies van Overbeek’s Instagram account where this Belgian teeenager recreates iconic images of the likes of Audrey Hepburn and Vivien Leigh with the help of retro hair and makeup techniques.

3.30 untranslatable words

4. The new book Greenterior by Belgian duo Magali Elali and Bart Kiggen, the founders of the online interview magazine CoffeeklatchGreenterior showcases interior features on 18 creatives from Antwerp to New York, who all have one thing common – a passion for plants.

Anatomie de Collage Vintage

Maria Grazia è umbra ma vive a Bologna, sua città di adozione. Ama gli anni Cinquanta e si ispira ai dadaisti e ai futuristi.

Maria Grazia è un’artista del collage. Taglia, riassembla ed incolla immagini e parole, presi da vecchie riviste, per creare opere uniche e contemporanee. Reinterpreta così i messaggi tipici degli anni Cinquanta in chiave attuale.

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Cos’è Collage Vintage?

Collage Vintage è un piccolo sogno nato per gioco: ritagliare immagini e frasi da vecchie riviste, facendole diventare una rappresentazione della modernità e di valori universali: l’ottimismo, la voglia di vivere, di sorridere, di prendere la vita con allegria, sapendone cogliere la bellezza e l’eleganza. I collage sono composizioni su carta, ottenuti assemblando immagini, frasi, loghi ed elementi grafici tutti provenienti da riviste anni ’50. Sono composizioni che vogliono riportare nell’oggi un concetto di bellezza e di armonia del passato.

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Com’è nata la tua passione per i collage?

La tecnica del collage mi è sempre piaciuta: ho sempre ammirato gli artisti dada, i futuristi, e soprattutto Mimmo Rotella ed i suoi Décollage, che amo molto. Ma oltre ad ammirarli nei musei, non pensavo di diventarne io un’interprete. Ho fatto studi classici, mi sono specializzata in lingue e lavoro da 15 anni in un’azienda che amo molto, nel settore comunicazione. Non ho pertanto una formazione artistica. Il mio primo Collage è nato per caso ritagliando una vecchia rivista di mia mamma: mi piaceva l’immagine di una vecchia bottiglia, ne volevo fare un quadretto per la mia cucina. Ma invece di ritagliare tutta la pubblicità, ho cominciato a scomporre e ricomporre i singoli elementi. Da quel giorno non mi sono più fermata.

Perchè ami così tanto gli anni Cinquanta?

Li amo per varie ragioni, sia di forma che di contenuto: a quell’epoca la moda era veramente bellissima, con una spiccata tendenza all’armonia, alla perfezione, all’attenzione per ogni dettaglio: abito, scarpa, cappello, guanti: tutto concorreva a dare eleganza. La donna era femminile alla massima potenza. Ma oltre a questo, gli anni 50 hanno una grande potenza: quella del sorriso e della voglia di vivere. Penso che il fatto di essere sopravvissuti alla guerra desse alle persone una grande consapevolezza del valore della propria vita. Dalle immagini traspare infatti una voglia prepotente di guardare al futuro, di saperlo e poterlo creare lì seduta stante. E’ evidente una grande spinta energica verso il domani che era tutto da costruire, ed è questo che mi affascina. Inoltre nei giornali si usava ancora molto il disegno al posto della fotografia: ho imparato a conoscere e riconoscere la mano di grandi maestri del disegno che animavano le riviste: uno su tutti, l’italiano René Gruau che per me è diventato un vero mito. Le scritte erano belle, i colori delle pagine delicati. Dagli anni sessanta in poi questa armonia secondo me si spezza, e questo stringe il mio orizzonte temporale tra il 1951/2 ed il 1960/62. E’ in questo decennio che mi concentro, è lì che i miei occhi si fermano perché è il periodo per me più bello in assoluto.

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5 pezzi vintage nel tuo armadio

Nella vita normale io non vesto molto vintage. Sono una donna del mio tempo, mi piace vivere nell’oggi, guardo anche io al futuro. Ciononostante ho una predilezione per i tubini neri, per le scollature alla Audrey Hepburn, per i cappelli. Adoro il mio cappellino bianco e nero che indosso nelle occasioni importanti, e che è opera di una grande artista sarda che vive e lavora a Londra: Retro Maki. Lei lo ha fatto con vecchi tessuti d’epoca e un pettinino anni 20, ed è il pezzo vintage che amo di più.

Cosa collezioni?

Molte cose! Ho una passione per i bicchieri con scritte pubblicitarie bianche: Cinzano, Campari, Carpano, Aperol, Select. Quando apparecchio la tavola li mescolo tutti. Adoro le vecchie scatole in latta e cartone con le scritte ed i vecchi marchi, e poi le vecchie confezioni delle mercerie di una volta: compro rocchetti di filo, matassine, ma anche vecchi quaderni di scuola, carte e mappe geografiche, guide del Touring club anni Cinquanta.

Cosa cerchi quando vai ai mercatini?

Principalmente giornali e riviste che uso per i collage, ma in generale tutti i vecchi oggetti dove compaiono delle vecchie scritte pubblicitarie. Ed ultimamente vecchie cornici, che recupero ed adatto per incorniciare personalmente i collage. Amo molto anche questo aspetto: trovare belle cornici dentro cui le mie donne verranno ammirate. Cornici imperfette, segnate dal tempo, e che spesso custodiscono al loro interno delle storie: vecchie foto che rivelano delle dediche, strati di memoria che tornano alla luce.

Vecchio film preferito

Poveri ma belli di Dino Risi. Il film dentro cui vorrei essere da protagonista. E poi Caccia al ladro, con Cary Grant e Grace Kelly. In generale i film in cui è protagonista Cary Grant, il mio simbolo maschile preferito.

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Di quali abitudini passate o forse perse senti di più la nostalgia?

Pensando allo stile ed all’estetica, l’abitudine di indossare i cappelli. Li trovo adorabili. Se ti capita di sfogliare due riviste di moda, una degli anni 50 ed una degli anni 60, la differenza fondamentale che salta all’occhio è proprio il cappello. Quando scompare quello, si perde una gran parte della bellezza della figura. A parte la moda, …fare dei viaggi partendo in macchina, anziché in aereo, tenendo d’occhio una mappa di carta, anziché un navigatore satellitare. Magari perdendosi e poter fare così delle fantastiche scoperte occasionali. Scrivere appunti con la penna su un taccuino. Ma questa abitudine per fortuna non l’ho persa e non la perderò mai.

Il tuo sogno di felicità
Vivere in armonia con l’universo, e con il mio tempo. Avere il privilegio di coltivare una mia passione, creare bellezza, creare qualcosa che, essendo apprezzato dalle persone, mi sopravviverà. Sono felice ogni volta che strappo un sorriso a qualcuno con i miei collage, ogni volta che un mio lavoro cambia per un attimo l’umore delle persone. Alcune volte i miei clienti mi dicono che i collage che sono appesi in camera, o in bagno, sono le prime cose che guardano al mattino, e che la frase che c’è scritta dà loro lo sprint utile ad iniziare bene la giornata.

5 cose da fare a Bologna
Faccio fatica a sceglierne solo 5, Bologna è una bellissima città dove ho scelto di vivere anche non sono nata qui, ma a Spoleto, in Umbria.
Comunque, eccone 5.
1. Fare la spesa al Mercato delle Erbe di via Ugo Bassi, mangiando pesce fresco cucinato direttamente ai banchi del mercato.
2. Andare a vedere un film al Cinema Lumière
3. Perdersi per le vie del ghetto, ammirando le vecchie botteghe che ancora conservano intatto il loro fascino.
4. Passare il pomeriggio ad annusare e scegliere tè e tisane da Stregate di via Porta Nova
5. Curiosare tra i banchi del Mercato Antiquario di Piazza Santo Stefano, la piazza più bella della città.

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Dove possiamo acquistare i tuoi collage?
Direttamente da me, agli eventi in cui espongo: Matrioska a Rimini, il Circo delle Pulci a Milano, San Salvario a Torino, e molti altri market indipendenti in giro per l’Italia. Oppure a Bologna, presso il bellissimo negozio Abacanto Home o il bistrot In Cucina. E presto in Internet, su Etsy.
Per ogni dettaglio potete venirmi a trovare sul sito http://www.collagevintage.it e sui social: FB ed Instagram ( FB page: /Collagevintageitaly IG: @mariagraziapreda)

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What is Collage Vintage?
Collage Vintage is a little dream that was created just for fun: cropping images and phrases from old magazines to turn them into a representation of modernity and universal values; optimism, the will to live, to smile, to take life with joy, knowing how to grasp its beauty and elegance. The collages are compositions on paper, obtained by assembling images, phrases, logos and graphics all from magazines from the 50s. They are compositions that want to bring the past’s concept of beauty and harmony to today’s world.

Where did your passion for collage come from?
I have always liked the collage technique: I’ve always admired dada artists, futurists, and especially Mimmo Rotella and his Décollages, which I really love. But on top of admiring them in museums, I would have never thought of becoming an interpreter (of the technique). I have a classical studies background, I specialized in languages and for 15 years I have been working in a company I love very much, in the field of communication. Therefore I do not have an artistic training. My first collage was created by chance by cutting one of my mum’s old magazines: I liked the image of an old bottle and wanted to frame it for my kitchen. But instead of cutting the whole advertisement, I began disassembling and reassembling its single elements. I haven’t been able to stop ever since.

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Why do you love so much the 50s?
I love them for various reasons, both linked to form and content: fashion at that time was really beautiful, with a marked tendency to harmony, to perfection, and attention to every detail: the dress, the shoes, the hat, the gloves: all competed to achieve elegance. The woman was a female to the nth degree. Beyond that, the 50s have a great power: that of the smile and the will to live. I think that surviving the war gave people greater awareness of the value of their lives. From pictures of the time you can see a compelling will to look ahead, to know the future and be able to create it there, immediately. An energetic push towards rebuilding for tomorrow was always clear and that’s what fascinates me. In newspapers, they used drawings instead of photography: I have come to know and recognize the style of great masters that animated magazines: among them all, the Italian René Gruau has become a legend for me. The writings were beautiful, the colors of the pages were delicate.
In my opinion, from the sixties onwards, this harmony breaks, and this is why my timeframe ranges between 1951-52 and 1960-62. I focus on this decade; it is there that my eyes stop because it is the most beautiful time ever.

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Tell us about 5 vintage pieces in your closet.
In everyday life, I do not wear vintage clothes. I am a woman of my time, I like to live in the ‘here’ and ‘now’ and I also look at the future. Nevertheless I have a fondness for black tube dresses, for Audrey Hepburn’s necklines, for hats.
I love my little black and white hat that I wear on important occasions, and that is the work of a great Sardinian artist who lives and works in London: Retro Maki. She did it with old vintage fabrics and a 1920’s comb. It is the vintage piece that I love the most.

What do you collect?
Many things! I have a passion for glasses with white advertising signs: Cinzano, Campari, Carpano, Aperol, Select. When I set the table, I mix them all. I love old tin and cardboard boxes with words and old brands, and then old haberdasheries packaging: I buy spools of thread, skeins, but also old school notebooks, papers and maps, the Touring Club guides from the fifties.

What do you look for when you go to flea markets?
I especially look for newspapers and magazines that I use for collages, but in general all old objects with old advertising signs. And recently, I look for old frames, that I recover and I convert to frame my collages. I also love this part very much: finding beautiful frames within which my women will be admired. Imperfect frames, marked by time, and which often preserve their story: old photos that reveal dedications, layers of memory returning to life.

What’s your favorite old movie?
Poveri ma belli directed by Dino Risi. I wish I was the main character of this movie. And then To catch a Thief, with Cary Grant and Grace Kelly. In general, all the movies in which the main character is Cary Grant, my favorite male symbol.

What past or maybe lost habits do you feel most nostalgic about?
With reference to style and aesthetics, the habit of wearing hats. I find them adorable. If you happen to browse two fashion magazines, one of the 50s and one of the 60s, the fundamental difference you notice is the hat. When it disappears, you lose a large part of the beauty of the figure. Besides fashion, … travelling by car, instead of by plane, keeping an eye on a paper map, rather than on a navigation system. Maybe getting lost and being able to make some occasional amazing discoveries.
Writing notes with a pen on a notebook. Fortunately, I have not lost this habit and I never will.

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What is your dream of happiness?
Living in harmony with the universe, and with my time. Having the privilege of cultivating a passion of mine, creating beauty, creating something that, being appreciated by other people, will survive me. I’m happy every time I manage to get a smile out of someone with my collages, and whenever my job changes the mood of people for a moment. Sometimes my clients tell me that the collages that are hung in their bedroom, or bathroom, are the first things they look at in the morning, and that the sentence written on them gives them the necessary push to start the day.

Tell us 5 things to do in Bologna
I find it hard to pick only five things, Bologna is a beautiful city where I chose to live because I was not born here. I was born in Spoleto, Umbria.

Anyway, here there are:
1. Shopping at Mercato delle Erbe in Via Ugo Bassi, eating fresh fish cooked directly in the market stalls.
2. Go watch a movie at Cinema Lumière
3. Get lost in the streets of the ghetto, admiring the old shops which still retain their charm.
4. Spend the afternoon smelling and choosing tea and herbal teas from Stregate in Via Porta Nova
5. Browse through the stalls of Mercato Antiquario in Piazza Santo Stefano, the most beautiful square of the city.

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Where can we buy your collages?
Directly from me, at the events in which I exhibit my creations: Matryoshka in Rimini, the Circo delle Pulci in Milan, San Salvario in Turin, and many other independent markets around Italy. Or in Bologna, at the very beautiful shop Abacanto Home or at the bistrot In Cucina. And soon online on Etsy.
For more information, please visit my website and find me on social media: http://www.collagevintage.it: FB and Instagram (FB page: / Collagevintageitaly IG: @mariagraziapreda)

Anatomie de Vivo Vintage

Se siete appassionate di borse vintage,  se avete cercato, acquistato o ricevuto in regalo una favolosa borsa vintage con molta probabilità già conoscerete Vivo Vintage. Vivo Vintage è il sogno di tre persone, nato per caso sul divano di casa. Angelo, la voce narrante del team, mi ha raccontato la loro storia.

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Com’è nata l’idea di Vivo Vintage?

L’idea di vivo vintage è nata dal divano di casa nostra.. guardando alcune trasmissioni su Sky, ci siamo trovati spesso incantati vedendo dei rigattieri che recuperavano in mezzo a tanta “immondizia” dei pezzi favolosi da riportare in vita e da rivendere. Spesso si trovano delle chicche là dove trovi ciò che molti reputano superfluo. Questa ovviamente non è l’unica motivazioni per cui è nato il tutto…

Com’è nata la vostra passione per la moda vintage?

C’è stato un periodo di necessità in cui ci siamo guardati in faccia con Cinzia ed Anna e abbiamo pensato a cosa inventarci per evitare vacche non magre, ma anoressiche… e così un giorno siamo andati al mercato di porta portese a Roma dove abbiamo preso una sola borsa, un BEAUTY di GUCCI che ancora oggi Cinzia conserva come se fosse la prima moneta di Paperon dei Paperoni! Da quella borsa non abbiamo guadagnato un centesimo, ma ci ha dato tanta visibilità e fu così che capimmo che dovevamo puntare sulle borse. Siete un team di tre persone.

Quali sono i vostri ruoli in Vivo Vintage?

Siamo 3 persone … diversissime l’una dall’altra, ma forse questo essere eterogenei ci ha aiutato molto a completare le zone grigie di ciascuno di noi. Cinzia è l’organizzatrice della quotidianità, la contabile, la responsabile degli acquisti e l’economa, colei che ha reso l’idea di un anno fa qualcosa di tangibile. Io (Angelo) sono il “narratore sciocchino” ed il diplomatico del gruppo, quello che non perde mai la pazienza con le nostre amiche (ma continuamente con Anna e Cinzia) e che cura i rapporti prima, durante ma soprattutto dopo la consegna della borsa. Amo le storie e per questo cerco di ascoltarle o narrarle. Mi piace tantissimo sapere dove vanno a finire i nostri pezzetti di cuore, e così parlo spesso con i fidanzati innamorati, i figli che vogliono regalare alle madri un pensiero o più semplicemente con coloro che vogliono assecondare un piccolo momento di egoismo. Anna è il volto di Vivo Vintage. In molte si sono affezionate a lei e citando Jovanotti, è l’elemento umano della macchina. Oltre a metterci la faccia però è colei che mi aiuta nella comunicazione e che si occupa delle autenticazioni sui siti in lingua inglese per le borse firmate che troviamo o acquistiamo da privati.

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Il pezzo più bello trovato/venduto?

Il pezzo più bello trovato ha anche una storia simpatica da raccontare. Trovammo in un mercatino una Chanel che qualche pazza avrà buttato perché rotta in alcune sue componenti. La comprammo ad un prezzo stracciato viste le condizioni. Cinzia all’inizio andò su tutte le furie perché non ama prendere borse rotte, (dato che poi è lei a doverle sistemare) ma una Chanel per quanto rotta, se è autentica va comprata! Alla fine accettò. La portammo ovunque per mesi, ma nessuno sapeva sistemarla senza alterarne il valore. Poi grazie alla sua caparbietà andammo a Roma e ci presentammo direttamente da Chanel. Ritirarono la borsa facendoci firmare un contratto in cui dichiaravamo che il pezzo fosse autentico, altrimenti saremmo stati passibili di denuncia (ovviamente avevamo fatto fare le dovute autenticazioni, dato che le Chanel sono molto imitate).. dopo aver firmato ci dissero che il costo sarebbe stato probabilmente al di sopra dei 300 euro. Senza esitazione accettammo. Dopo un mese ci fu rispedita nel pieno del suo splendore! Era bellissima, ma la cosa più bella fu la lettera di Chanel che ci omaggiava di ogni intervento! Insomma, ora avevamo una Chanel fantastica comprata al prezzo di una Chanel rotta! ❤ fu un colpo di …. Fortuna!

5 cose da fare a Venafro

Venafro ha un centro storico meraviglioso dove spesso facciamo le foto con Anna (all’inizio sfruttando un iphone 4 poi affidandoci a persone più competenti di me :). Ecco, se dovessi consigliare un posto da visitare partirei da lì per poi spostarci a provare piatti e prodotti tipici della nostra terra … roba che nei giorni di natale ti fa lievitare di almeno 4 0 5 kg.

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How was the idea behind Vivo Vintage born?
The idea behind Vivo Vintage was born on our sofa at home ..while watching shows on Sky, we have often been amazed by junk dealers recovering fabulous pieces from the “garbage” to be brought back to life and then sold. Often you find goodies among things considered by many superfluous. This is obviously not the only reason why it all started.

How was your passion for vintage fashion born?
There was a time of need when we looked at each other with Cinzia and Anna and we thought about what to come up with to avoid lean years … and so one day, we went to the market of Porta Portese in Rome and bought one purse, a Gucci beauty case that Cinzia still keeps as if it was Scrooge McDuck’s Number One dime! From that bag we have not earned a penny, but it gave us so much visibility that we understood we should concentrate on bags.

You are a team of three people. What are your roles in Vivo Vintage?
We are three people … and we are very different from each other, but perhaps the fact that we are heterogeneous helped us in filling each other’s gaps. Cinzia is the organizer of the everyday life, the accountant, the purchasing manager and the treasurer, the one that, a year ago, made the idea something tangible. I (Angelo) am the “silly narrator” and the diplomat of the group, the one that never loses patience with our friends (but continuously with Anna and Cinzia) and who handles relations before, during and especially after the delivery of the bag. I love stories and so I try to listen to them or narrate them. I really like to know where the pieces of our heart end up , and so I often talk to the boyfriends in love, the children who want to give a little something to their mothers or simply with those who want to indulge in a little moment of selfishness. Anna is the face of Vivo Vintage. Many are very fond of her and, in Jovanotti’s own words, she is the human element of the machine. In addition to that, she is the one who helps me with communications and who deals with the authentication procedure on English websites for designer bags that we find or buy from private costumers.

What is the most beautiful piece you have ever found/sold?
The most beautiful piece we have ever found has also a funny story to tell. We found a Chanel bag in a flea market that some crazy lady had thrown away because it was broken. We bought it for a ridiculously cheap price due to its state. Cinzia hit the roof as she does not like buying broken items (she is the one who then needs to fix them); however, although broken, an authentic Chanel has to be bought! Eventually, she agreed. We took the bag everywhere for months, but no one could fix it without changing its value. Then, thanks to Cinzia’s stubbornness, we went directly to Chanel in Rome. They took the bag and made us sign a contract in which we stated it was authentic, otherwise we would be liable to prosecution (of course we had to make the necessary authentication, since Chanel items are very commonly forged) .. after signing, they told us that the cost would probably be over €300. We accepted without hesitation. After a month, we were sent the purse back in all its glory! It was beautiful, but the best past was a letter by Chanel explaining the repair was complimentary! So, now we had a fantastic Chanel bought at the price of a broken Chanel! ❤ it was a stroke of luck!

Tell us 5 things to do in Venafro
Venafro has a wonderful historic district where we often take photos with Anna (at the beginning, with an iPhone 4 then relying on more competent people than me ). If I were to recommend a place to visit, I would start from there to then move on to traditional cuisine and products of our land … stuff that during Christmas make you gain at least 4 or 5 kg.

Anatomie de LaDoubleJ

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Photo Courtesy La Double J

 

La giornalista di moda J.J. Martin ha lanciato un sito di moda vintage, LaDoubleJ.com. J.J. Martin collezionea abiti e accessori vintage da più di 15 anni. E’ editor-at-large per il magazine Wallpaper ed editor per il magazine WSJ del Wall Street Journal.

LaDoubleJ.com consente agli utenti non solo di acquistare abiti vintage e gioielli, ma anche di scoprire le vite di una serie di donne che vivono in Italia e che lavorano nella moda, nell’arte, nel design, nell’architettura e nel food.

Fashion journalist J.J. Martin has launched a vintage fashion site, LaDoubleJ.com. She has been collecting vintage clothes and accessories for more than 15 years. She is currently editor-at-large at Wallpaper* Magazine and is a contributor at the Wall Street Journal magazine. The new vintage site allows users not only to shop vintage clothes and jewelry, but also to discover the lives of a series of Italy-based women working in fashion, art, design, architecture and food (see the section called Legendary Ladies of Milan).

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Image via ladoublej.com

 

Per celebrare il lancio di LaDoubleJ.com, Martin ha inoltre selezionato 20 pezzi jewelry vintage firmati da Ugo Correani, che saranno disponibili su mytheresa.com a partire da febbraio.

To celebrate the launch of LaDoubleJ.com, Martin also selected 20 Ugo Correani vintage jewelry pieces, which will be available at mytheresa.com  from February.

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Image via ladoublej.com

 

Mi piace quasi tutto del vintage. Anche l’odore. Mi piace il brivido della caccia e la sensazione di serendipità quando si trova qualcosa di meraviglioso che non potevi nemmeno immaginare esistitesse e che non hai mai saputo di dover avere. Odio i dettami della moda, odio i negozi dalle dimensioni di supermercati e odio vedere le persone vestite tutte allo stesso modo” ha detto in un’intervista a Because London.

“Ho scoperto la moda vintage, quando vivevo a New York ed era molto povera. La mia compagna di stanza Monty ed io scoprimmo questo paradiso selvaggio e splendido del  fine settimana noto come il mercato delle pulci di Chelsea, dove potevamo trovare abiti favolosi a 25e pellicce a 40 $. Ci andavamo ogni fine settimana”.

“All’inizio, trovare cose vintage era solo un divertimento. Non avevo idea di chi fossero i designer importanti, non guardavo mai la costruzione di un abito o se aveva dei buchi. Ora sono come un falco e sono una mercanteggiatrice agguerrita“, ha spiegato.

Nella stessa intervista JJ Martin ha poi  svelato i suoi trucchi per trovare cose meravigliose “Andare spesso. Andare in tutto il mondo. Non aspettatevi di trovare qualsiasi cosa. Se si va con un obiettivo in testa, si tornerà a casa molto delusi”.

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Photo Courtesy talesofendearment.com

 

I love almost everything about vintage. Even the smell. I love the thrill of the hunt and the rush of serendipity when you find something amazing that you couldn’t imagine ever existed and that you never knew you had to have. I hate fashion dictates, I hate supermarket-sized stores and I hate seeing everyone in the same clothing” she said in an interview with Because London.

“I first discovered vintage fashion when I was living in New York and was very poor. My roommate Monty and I discovered this wild, wonderful weekend paradise known as the Chelsea flea market, where we could find fabulous clothes for $25 and fur coats for $40. We went every single weekend”.

“At the beginning, finding vintage was really just for fun. I had no concept of important designers, I never looked at the construction or if it had any holes in it. Now I’m like a hawk and I’m a fierce bargainer”, she explained.

JJ Martin revealed her tips and tricks for finding wonderful things ” Go often. Go everywhere. Don’t expect to find anything. If you go with a goal in your head, you will leave very disappointed”.

 

 

December Favorites

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“Bellissima: Italy and High Fashion, 1945–1968,” a new exhibition at MAXXI National Museum of XXI Century Arts in Rome.

La mostra “Bellissima. L’Italia dell’alta moda dal 1945 al 1968” al Maxxi di Roma.

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This awesome Christmas gift                                                                                                                                          Questo bellissimo regalo di Natale

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This “Cabbages & Roses Film AW14” directed by Katy Lawrence.                                                                                            

Il nuovo video “Cabbages & Roses Film AW14″ diretto da Katy Lawrence.
www.cabbagesandroses.com

Anatomie de “Sine Modus”

Sine Modus nasce nel 2012 dall’amicizia tra Chiara e Manuela, e dalla loro passione per il vintage. Lo scorso ottobre Sine Modus ovvero Chiara e Manuela hanno aperto il loro store Sine Modus Milano in via Pomponazzi 22.

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I turbanti Sine Modus sono realizzati a mano, con stoffe che deriviamo da capi vintage o second-hand scelti con cura e tanta selezione per avere così tessuti esclusivi: gonne, camicie, abiti vengono smontati per essere rielaborati nella forma di questi splendidi copricapi.

Il turbante è un accessorio sofisticato ed elegante che ricorda le dive hollywoodiane degli anni 70 e che resta un pezzo immancabile nel guardaroba di ogni donna.

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Com’è nata la vostra passione per la moda vintage?
La nostra passione si può dire risalga alla nostra infanzia, quando entrambe andavamo ai mercatini dell’usato, molto frequenti giù da noi in Campania, dove puoi trovare dei capi meravigliosi, delle vere chicche, dei tesori di tessuto, semplicemente rovistando un po’ nel mucchio di “panni” che gli ambulanti vendono a poco. Fra le “pezze americane” (così le chiamano al sud) è nato tutto. Poi chiaramente ci siamo documentate, abbiamo approfondito l’argomento e allora è subentrata una maggiore ricerca, in negozi specializzati, spesso anche a Londra.

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Che cosa vi ispira?
Ci ispira unicità, esclusività, eleganza, personalità.

Come si indossa il turbante?
Non c’è una regola per indossare un turbante, va bene sempre, in qualsiasi momento della giornata, con qualsiasi stile, è un accessorio da portare con disinvoltura, solo così ti “vestirà”, regalandoti quel tocco in più, che fa la differenza.

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Dove trovate i tessuti per realizzare i vostri turbanti?
I nostri turbanti vengono realizzati a mano da noi, nel nostro laboratorio qui a Milano e impieghiamo tessuti che ricaviamo da capi vintage. Molto spesso succede che vecchie gonne, vestiti, camicie presentino tessuti e fantasie meravigliose, ma magari qui o lì un po’ rovinati o obsoleti nello stile, da qui la scelta di ridare loro nuova vita.

Se aveste spazio illimitato cosa collezionereste?
Manuela sicuramente cappelli, io gioielli.

I 5 pezzi vintage da avere
l tubino in macramè, un montone, un Borsalino, un gioiello, un trench di Burberry.

Di quali abitudini passate e forse perse sentite di più la nostalgia?
Io ho nostalgia del risveglio nella mia casa d’origine, a Paestum, dove ancora abitano i miei genitori, svegliarsi lì significa fare colazione con loro e poi andare a fare una passeggiata al mare, gesti semplici, ma che riempiono il cuore. Manu: “il pranzo domenicale dalla nonna materna.

Come nasce l’idea di un negozio a Milano?
E’ stata la naturale evoluzione del nostro lavoro, portato avanti negli ultimi due anni sui social e con il nostro sito internet. Avevamo bisogno di un laboratorio e di un luogo fisico dove poter interagire personalmente con le clienti, poiché lo scambio, di pareri e valori, dal vivo dà un valore aggiunto al nostro lavoro.

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L’angolo preferito del vostro negozio
Più che un angolo è una parete, realizzata in modo che sembrasse antica e sulla quale abbiamo voluto due specchi barocchi. E’ evocativa e calda.

Il vostro sogno di felicità
Che questo lavoro si evolva ancora, per poter comunicare attraverso quello che sarà un vero e proprio concept la nostra passione per l’arte, la letteratura, il design oltre che per la moda.

5 cose da fare a Milano
Fare un salto in Corso Como, presso la Galleria Sozzani (dove ci sono sempre delle bellissime mostre di fotografia), andare allo spazio Oberdan, per le rassegne di Cinema d’epoca, mangiare Sushi al Temakinho, andare a ballare al Tunnel al sabato per la serata Le Cannibale, passeggiare nei giardini Indro Montanelli, in Porta Venezia per poi rifugiarsi al Gam, una galleria di Arte Moderna meravigliosa.

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Sine Modus was born out of the friendship between Chiara and Manuela, and a shared passion for vintage in 2012. Last October they opened their store Sine Modus Milano in Via Pomponazzi 22. The turbans Sine Modus are entirely handmade with fabrics from vintage or second-hand exclusive fabrics: skirts, shirts, clothes  processed to become these gorgeous hats. The turban is a sophisticated and elegant accessory that is reminiscent of the Hollywood stars in the 70s and remains a must in every woman’s wardrobe.

Where did your passion for vintage fashion come from?
Our passion dates back to our childhood, when we both went to flea markets in Campania, where you can find some wonderful pieces, hidden gems, treasures of fabric, just poking out of  huge pile of clothings sold by street vendor. Everything started from the “American pieces” (as they call them in Southern Italy). Then of course we researched, we examined the subject, and we made research in specialty stores, often in London.

What inspires you most?
We are inspired by uniqueness, elegance and personality.

How to wear a turban
There is no rule to wear a turban, it is always perfect, at any time of the day, with any style. It is an easy to wear accessory, just wear it with nonchalance, and it will go the extra mile making the difference.

Where do you find the fabrics for your turbans?
Our turbans are handmade by us in our workshop here in Milan and we use materials deriving from vintage pieces. It happens very often that old skirts, dresses, blouses with wonderful fabrics and patterns, a little spoiled or outdated in style, are given a new life.

If you had unlimited space what are the things you would collect?
Manuela definitely hats, and I’d collect jewels.

5 vintage must-have items
A macramé sheath, a shearling, a Borsalino hat, a jewel, a Burberry trench coat.

What past or maybe lost habits do you feel most nostalgic about?
I miss waking up in the house where I was born, in Paestum, where my parents are still living, waking up there means having breakfast with them and then go for a walk by the sea, simple gestures, but they feel your heart. Manu: “Sunday lunch at her maternal grandmother.

Where did you get the idea for your shop in Milan?
It was the natural evolution of our work carried out over the last two years on the social media and on our website. We needed a lab and a physical place where you can interact personally with your customers, as the exchange of opinions and values in person gives added value to our work.

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Favourite corner of your shop
It’s more than just a corner, it’s a wall realized in a way that seems ancient and where we wanted two baroque mirrors. It’s evocative and warm.

What is your dream of happiness?
We want to improve our project, to be able to communicate through a real concept our passion for art, literature, design as well as for fashion.

Give us 5 things to do in Milan
Take a walk through the Corso Como’s racks and displays, Galleria Carla Sozzani worths a visit (there are always striking photo exhibits), visit Spazio Oberdan is the location for screenings and initiatives of the Fondazione Cineteca Italiana, eating Sushi at Temaquino, go dancing at the Tunnel on Saturday night for “Le Cannibale” event, take a stroll through the Indro Montanelli Public Gardens, in Porta Venezia and then visit GAM, a wonderful Gallery of Modern Art.

Anatomie de la semaine

I dolci fichi di settembre

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Questi fantastici occhiali da sole vintage di Jean Paul Gaultier che potete acquistare qui.

These fabulous vintage Jean Paul Gaultier sunglasses. You can buy them here.

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Il cielo terso, il verde delle colline e l’aria buona.

Green hills, clear blue skies and fresh air.

I minuscoli paesini marchigiani come Elcito, abitati da poche api operose e immersi in una pace totale.

Tiny villages in Le Marche as Elcito, inhabited by a few busy bees and immersed in peace.

Tutti ti salutano sorridenti e carichi di cestini di more e  funghi.

In quei momenti mi sento profondamente felice perchè so che non serve null’altro nella vita.

Everyone here greets you with a smile and is loaded down with baskets of wild mushrooms and blackberries.

In those moments I feel deeply happy because I realize that I don’t really need anything else.

Being Cristiana Crisafi

Una delle cose più belle di avere un blog è la possibilità di conoscere persone interessanti.

Qualche tempo fa una ragazza ha lasciato qui un dolcissimo commento. Mi sono incuriosita, l’ho contattata e ho scoperto che  è una di quelle ragazze in gamba, che tanto stimo!

Cristiana Crisafi è creatrice e sviluppatrice di blog di stile e collabora con diverse testate online che si occupano di moda e nuove tendenze.

Lavora per un nuovo brand genovese di occhiali artigianali ed è l’autrice del libro “Vintage! Caccia al tesoro nel cassetto della nonna”.

Io l’ho letto e ve lo consiglio vivamente. Un must per chi ama il vintage e la moda!

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Per conoscere meglio Cristiana leggete le sue risposte alle mie domande.

Com’è nata la tua passione per la moda vintage?
La mia passione per il vintage deriva da mia madre. Il suo guardaroba non è molto vintage, ma é lei che mi ha insegnato l’amore per le belle cose, gli abiti ben rifiniti e il buon gusto. Con queste premesse è stato facile avvicinarsi al vintage, visto che gli abiti delle epoche passate sono maggiormente curati nei dettagli e nelle stoffe. Con ciò non dico che gli abiti attuali siano sempre cuciti sommariamente o che i tessuti non siano pregiati, solo si lavora meno a mano e maggiore é l’uso di materiali sintetici.

Il decennio della moda che preferisci
L’epoca che preferisco va dalla fine degli anni ’40 all’inizio degli anni ’60. La forma del mio corpo si avvicina di più ai tagli di quell’epoca anche se il mio armadio è pieno zeppo di abiti a trapezio degli anni ’60! Predico bene e razzolo male!

Come nasce l’idea del tuo libro?
L’idea del libro non è nata da me, anche se da sempre ho la passione per la scrittura. Grazie a una rubrica su magazine on line di moda e ad un blog che curavo, la casa editrice mi ha contattata chiedendomi se volevo scrivere un libro sul vintage. Ho ovviamente accettato ed è stata una bellissima esperienza, soprattutto perché ho conosciuto tante persone che come me sono amanti del vintage.

5 pezzi vintage nel tuo armadio
Un vestito a fiori anni ’50, un paio di pantaloncini Levi’s a vita alta, un paio di jeans a zampa di elefante anni ’70 rubati a mia mamma, un Borsalino nero e un vestito di seta terra di siena anni ’60!

Nel tuo libro ci inviti ad osare mixando capi, colori e stili. Quali sono, secondo te, gli errori da evitare?

Il primo errore da evitare e anche quello che mi fa più drizzare i capelli è l’esagerazione. Alcuni abiti vintage hanno bisogno di essere mixati con capi moderni, perché il rischio più grosso che si corre è quello di sembrare mascherati. Bisogna stare attenti a non mischiare insieme capi di epoche troppo diverse, come ad esempio vestirsi anni venti con scarpe anni ’80! Ma la cosa più importante da tenere a mente é che non si deve acquistare un capo solo perché é bello, ma bisogna sentircisi a proprio agio in ogni circostanza.

Cosa cerchi quando vai ai mercatini?
Quando vago per i mercatini il mio sguardo viene sempre catturato da borse e accessori. Forse perché non sono affatto rapida nell’acquisto di un abito, devo provarlo più e più volte, pensare con che scarpe abbinarlo e via dicendo. Invece per quanto riguarda le borse non ho limiti: ne ho tantissime! Un rapido consiglio per i mercatini: fate conoscenza con il venditore, vi troverete più a vostro agio nell’acquisto e vi darà ottimi consigli utilissimi!

Cosa collezioni?
Non sono un’amante delle collezioni, ma l’unica cosa amo avere sono le locandine di vecchie fiere o mostre. Soprattutto quelle francesi!

Di quali abitudini passate e forse perse senti di più la nostalgia?
Delle feste di paese dove tutti ballano e indossano il vestito buono. I pranzi della domenica dove partecipa tutta la famiglia. La radio. Il cinema all’aperto sotto le stelle. Le piccole botteghe e gli abiti sartoriali, ma spero che almeno per questi ultimi si possa porre rimedio!

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La tua wishlist vintage
Sono anni che cerco una gonna a ruota rossa e un tubino nero che sia perfetto per il mio corpo. Vorrei trovare (utopia) una borsa Chanel compatibile con le mie tasche ma mi accontenterei anche di una Kelly di Hermés! In ultimo un bellissimo trattore blu vintage!

5 cose da fare a Genova
Quando vengono persone da fuori a trovarmi, la prima cosa che faccio fare loro solitamente é una passeggiata serale in spianata Castelletto per vedere tutta Genova dall’alto. Un giro nei vicoli il sabato mattina, quando si fanno le compere nelle botteghe storiche per il pranzo. Un buon aperitivo sulla palafitta dei bagni S. Chiara. Una chiacchierata vintage con Andrea, proprietario di Man and the City e Boccadasse, con la compagnia di un buon amico o di un buon libro.

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One of the most amazing things about writing a blog is having the chance of meeting interesting people. Some time ago a girl left a sweet comment here. My curiosity got the better of me, I contacted her and found out that she is the kind of smart girls I admire! Cristiana  Crisafi is the creator and developer of fashion and style blogs and collaborates with several fashion websites. She works for a new brand of handcrafted eyewear and is the author of the book “Vintage! Caccia al tesoro nel cassetto della nonna”. I read it and I strongly recommend it. It’s a must-read for anyone who loves vintage and fashion! To learn more about Cristiana read her answers to my questions.

Where did your passion for vintage fashion come from?
My passion for vintage fashion comes from my mother. Her wardrobe does not have many vintage items, but she was the one who taught me to love beautiful things, refined clothes and good taste. With this background, it was easy to get into vintage fashion, since more attention was paid to detail and fabric in clothes of yesteryear. By this, I don’t mean that modern clothes are all poorly sewn and that the textiles are low-quality, but that people work less by hand and more synthetic materials are being used.

What is your favourite decade for fashion?
My favourite fashion period runs from the late 1940s to the early 1960s. My body shape works best with the styles of that time, even though my closet is packed full of A-line dresses from the 60s! I don’t practice what I preach!

Where did you get the idea for your book?
I didn’t come up with the idea for the book, even though I have always had a passion for writing. Thanks to my column in an online fashion magazine and a blog that I used to write, the publisher contacted me and asked if I wanted to write a book about vintage styles. I obviously accepted and it was a great experience, especially because I met so many people like me, who love vintage styles.

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Tell us about 5 vintage pieces in your closet.
A 1950s floral dress, a pair of Levi’s high-waisted denim shorts, a pair of 1970s flared jeans stolen from my mother, a black Borsalino and a 1960s silk dark sienna dress!

In your book you invite us to be daring and mix items, colours and styles. In your opinion, what are the mistakes to avoid?
The first mistake to avoid which sends shivers down my spine is overstatement. Some vintage clothes need to be mixed with modern garments, because the biggest risk we run is to look like we’re in disguise. But you should be careful not to mix items from eras that are too diverse, such as dresses from the 20s with shoes from the 80s! But the most important thing to bear in mind is that you should not buy an item just because it’s beautiful, but rather you have to feel comfortable with it in all aspects.

What do you look for when you go to street markets?
When I wander through street markets my eye is always caught by bags and accessories. Maybe because I’m not quick at all when I buy a dress, I have to try it on over and over again, thinking about what shoes go with it and so on. But I don’t have any limits when it comes to bags: I have so many! Here’s a quick tip when going to markets: get to know the sellers, you’ll be more comfortable when making a purchase and they’ll give you great pieces of useful advice!

What do you collect?
I don’t love collecting, but the one thing I love to have are posters of old fairs or exhibitions, especially the French ones!

What past or maybe lost habits do you feel most nostalgic about?
Village fairs where everyone dances and wears their best dress. Sunday lunches with the whole family. The radio. Open-air cinemas under the stars. Small shops and tailored clothes, but I hope we can at least remedy the latter!

What’s on your vintage wish list?
For many years now, I’ve been searching for a full red skirt and a little black dress that is perfect for my body. I would like to find (in a perfect world) a Chanel bag which is within my budget, but I’d settle for a Hermès Kelly bag! Finally, a beautiful vintage blue tractor!

Give us 5 things to do in Genoa.
When people come to visit me, the first thing I usually do is take them on an evening stroll at the Castelletto esplanade which overlooks Genoa. Then a walk down the side streets on Saturday morning, when you can go shopping for lunch in the historic shops, followed by a good aperitif on the stilt houses at the Santa Chiara baths. Or have a chat about vintage styles with Andrea, the owner of Man and the City and Boccadasse, enjoying the company of a good friend or a good book.

 

Anatomy of Halcyon Fair

Maura Marziano is the charming owner of Halcyon Fair.
I found her vintage shop via Facebook and instantely fell in love with her beautiful clothes and amazing jewelry!
If you love vintage fashion as I do, you can’t miss Halcyon Fair.

Photo Credits: Halcyon Fair

Photo Credits: Halcyon Fair

 

How was the idea behind Halcyon Fair born?
I’ve always been fascinated with the idea of a time when things were better, even when we know every era had its problems. Halcyon days are painted in one’s mind with a more colorful brush than reality, nostalgia kindles memories of the best of times and lets the worst of times fade. For me, dressing oneself is a daily opportunity one can take to express how they wish their lives to be, and that affects how our lives are lived and remembered.

I had a recurring dream as a child where I went to the local fair on my plastic tricycle (I was very young), and it glistened with string lights, an old hand carved merry-go-round, pastel colored candies and sweets, and lovely, caring people befriending me. The dream was so real, and it continues to evolve in my mind with each retelling, truly embodying the idea of a better time that existed in the past and not at all. That’s where the name Halcyon Fair comes from.

Photo Credits: Halcyon Fair

Photo Credits: Halcyon Fair

How did you first get interested in vintage fashion?
I love high quality things that aren’t mass produced. So it just makes sense in today’s world of disposable fast fashion. I couldn’t tell you how the interest began, but I can tell you that it was always there and has just blossomed in the last year and a half or so.

Photo Credits: Halcyon Fair

Photo Credits: Halcyon Fair

What do you look for when you go to flea markets?
Whatever catches my eye in terms of quality or design. I have no rules and try to keep an open mind. I am usually drawn to art deco and midcentury styles, so you could say I like structure and geometric shapes as well as sleek design. I can’t tell you my shopping methods. They’re secret!

What do you collect?
I wouldn’t say I collect them, because one can only have so many lamps in a house. But every time I go vintage hunting, I find a lamp or light fixture to fall in love with!

Photo Credits: Halcyon Fair

Photo Credits: Halcyon Fair

How would you describe your personal style?
I’m not sure. It varies all the time, so perhaps I would call it eclectic? Although that word makes me think of someone that’s into new age music and gardening, which I am not. And believe it or not, I consign clothes often, so my personal wardrobe is fairly limited. I would say my style is mostly classic, sometimes retro, almost never boho.

Photo Credits: Halcyon Fair

Photo Credits: Halcyon Fair

 5 must-have items in every woman’s closet
I don’t believe in must-have items. Buy what you love and wear it all!

Photo Credits: Halcyon Fair

Photo Credits: Halcyon Fair

Your favourite old movie
That’s a hard one! Probably Philadelphia Story. Cary Grant was brilliant. Katharine Hepburn is one of my idols.

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 What inspires you the most?
I love vintage travel posters from the golden age of travel. There is a whole world of dressing that could revolve around the feelings they evoke.

Your dream of happiness
Traveling the world, meeting interesting people, doing interesting work, and looking fabulous doing it.

Where do you see yourself in five years?
I’d love to be based in New York, traveling the world, meeting interesting people, doing interesting work, and looking fabulous doing it. But I can look quite haggard when I travel and work alot, not to mention over a NYC winter!

Photo Credits: Halcyon Fair

Photo Credits: Halcyon Fair

Photo Credits : Halcyon Fair

Photo Credits : Halcyon Fair

 

Maura Marziano è l’affascinante proprietaria di Halcyon Fair.
Ho scoperto il suo negozio vintage su Facebook e mi sono immediatamente innamorata dei suoi bei vestiti e meravigliosi gioielli!
Se anche voi amate la moda vintage come me, non potete perdervi Halcyon Fair.

Photo Credits: Halcyon Fair

Photo Credits: Halcyon Fair

Com’è nata l’idea di Halcyon Fair?
Sono sempre stata affascinata dall’idea di un tempo in cui le cose andavano meglio , anche se sappiamo che ogni epoca ha avuto i suoi problemi. I giorni felici sono dipinti nella nostra mente con un pennello più colorato della realtà, la nostalgia accende ricordi di tempi migliori e lascia il peggio di ogni epoca svanire . Per me vestirsi è un’opportunità quotidiana che abbiamo per esprimere come vorremmo fosse la nostra vita, e ciò influisce sul nostro modo di vivere e su come verremo ricordati.

Da bambina facevo un sogno ricorrente in cui andavo alla fiera locale sul mio triciclo di plastica (ero molto piccola), tutto luccicava con file di luci, una vecchia giostra scolpita a mano, caramelle e dolciumi color pastello, e c’erano persone squisite, premurose e amichevoli con me.  Il sogno era così reale, e continua ad evolversi nella mia mente ogni volta che lo racconto.  Incarna l’idea di un tempo migliore che esisteva nel passato, ma che in realtà non era per niente così. Ecco da dove viene il nome Halcyon Fair (la fiera dei giorni felici).

Com’è iniziato il tuo interesse per la moda vintage?
Amo le cose di qualità che non vengono prodotte in serie. .E questo ha un senso nel mondo odierno, caratterizzato dalla moda usa e getta. Non so dire come sia iniziato il mio interesse, ma posso dirti che era sempre lì e si è manifestato nel corso dell’ultimo anno e mezzo o giù di lì.

 

Photo Credits: Halcyon Fair

Photo Credits: Halcyon Fair

Cosa cerchi quando vai ai mercatini?

Qualsiasi cosa attiri la mia attenzione in termini di qualità e di design. Non ho regole e cerco di mantenere una mente aperta. Di solito sono attratta dagli stili art deco e mid-century, perciò si può dire che mi piacciono le strutture, le forme geometriche e il design elegante. Non posso svelarvi i miei metodi di acquisto. Sono un segreto!

Cosa collezioni?
Non direi che le colleziono, perché si possono avere tante lampade in casa. Ma ogni volta che vado a caccia di vintage, trovo sempre una lampada o un apparecchio di illuminazione di cui innamorami!

Come descriveresti il tuo stile personale?
Non ne sono sicura. Cambia continuamente, quindi forse dovrei definirlo eclettico? Anche se questa parola mi fa pensare a qualcuno appassionato di musica new age e giardinaggio, cosa che io non sono. E che ci crediate o no, spedisco spesso vestiti, quindi il mio guardaroba personale è piuttosto limitato. Direi che il mio stile è prevalentemente classico, a volte retrò, quasi mai boho.

5 articoli che non possono mancare nel guardaroba di ogni donna
Io non credo nei pezzi must-have. Acquistate ciò che vi piace e indossate tutto!

Vecchio film preferito
Domanda difficile! Forse Scandalo a Filadelfia. Cary Grant era strepitoso e Katharine Hepburn è una dei miei idoli.

 Cosa ti ispira di più?
Amo i poster dell’età dell’oro dei viaggi. C’è tutto un mondo del vestire che potrebbe ruotare intorno alle sensazioni che evocano.

Il tuo sogno di felicità
Viaggiare per il mondo, incontrare persone interessanti, fare un lavoro interessante, e farlo avendo un aspetto favoloso.

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Dove ti vedi tra cinque anni?
Mi piacerebbe vivere a New York, girare il mondo, incontrare persone stimolanti, avere un lavoro interessante, ed essere tremendamente favolosa nel fare tutto questo. Ma quando viaggio e lavoro molto posso avere un aspetto abbastanza disfatto, per non parlare dell’inverno a New York!