Traduttori itineranti

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L’idraulico mi ha chiesto che lavoro facessi, e mi ha detto di aver già conosciuto una traduttrice ( il che è già un evento di per sè).

Mi ha raccontato che ha incontrato questa ragazza mentre viaggiavano in pullman verso l’Austria per le vacanze estive.

Era rimasto particolarmente colpito dal fatto che la ragazza in questione avesse lavorato per tutto il viaggio.

Almeno per una volta ho beccato una persona che non immagina la nostra come la categoria degli scansafatiche!!

Il suo aneddoto mi ha fatto pensare a tutti i i viaggi e i posti in cui mi sono ritrovata a tradurre col mio bel computer sulle ginocchia.

Mi vengono in mente treni, autobus, letti di hotel e un traghetto da Anzio a Ponza. E voi? In quale insolito posto avete lavorato ai vostri testi?

“Se le persone stanno bene, lavorano meglio” parola di Jean Nouvel

ufficio-moderno-488La maggior parte dei traduttori freelance lavora da casa e una serie di studi recenti mostra un boom dell’homeworking.

Jean Nouvel, architetto francese fra i più importanti del nostro tempo, non poteva non intercettare questa nuova tendenza.

Alla scorsa edizione del Salone del Mobile di Milano ha svelato il suo ultimo “Progetto: Ufficio da abitare”, 4 spazi che ridefiniscono l’ambiente di lavoro. Al bando gli uffici monotoni e alienanti.

«Dal momento in cui ci si libera da tutti i sistemi clonati e alienanti, si nota che sono molte le soluzioni possibili», ha spiegato Nouvel. «È necessario progettare e pensare il lavoro in modo alternativo: un ufficio, dovunque si trovi, deve essere uno spazio a se stante, identificabile, trasformabile, carico di umanità, pieno di storia e di oggetti, un luogo piacevole e relazionale». ufficio-moderno-488

Happy Birthday Fernanda !!

Happy Birthday Fernanda !!

“Vorrei aver scritto tre righe che la gente si ricordi” diceva in un’intervista del 2001 Fernanda Pivano, traduttrice, scrittrice e giornalista.

E di righe e parole Fernanda ne ha scritte e tradotte molte fino al 18 agosto 2009, quando se n’è andata a 92 anni negli spazi profumati dell’eternità, come lei stessa diceva.

Ha tradotto molti autori americani (tra gli altri, Faulkner, Hemingway, Fitzgerald, Anderson, Gertrude Stein) e a quasi tutte le traduzioni ha preposto bellissime introduzioni. Ha portato sulla scena letteraria Ginsberg, Kerouac, Ferlinghetti, Corso, fino ai talenti più giovani di Leavitt e McInerney e alle ultimissime scoperte di Marc Leyner e Chuck Palahniuk.

“Quando negli anni ’50 Fernanda Pivano si reca per la prima volta negli Stati Uniti e’ una giovane studiosa innamorata dell’America di quegli anni e desiderosa di incontrare dal vivo, sul campo, i maestri di una narrativa che in Italia si era appena cominciato a conoscere, grazie a Cesare Pavese ed Elio Vittorini. Immediatamente scopre un mondo, di sogni, ideali, valori, che non si stanchera’ piu’ di celebrare: dal pacifismo di Norman Mailer, maestro riconosciuto della narrativa americana, amato e contemporaneamente odiato dalla beat generation degli anni ’60, che al lui e al suo antiimperialismo si rifece, all’esempio di inesausta sete di nuovo e di autenticita’ del mito vivente Ernest Hemingway. Dai guru della beat generation Ginsberg, Kerouac, Corso, Ferlinghetti, uomini che in nome di un’idea di ritorno all’essenzialita’ dell’Uomo, in contrasto con i pregiudizi del consumismo capitalistico, hanno vissuto e scritto senza distinguere fra arte e vita, a Don DeLillo e ai minimalisti. Un nuovo viaggio americano, insomma, fra le contraddizioni e le speranze segrete di quel grande, osannato e temuto paese che e’, da sempre, l’America”.

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Trasferirsi altrove

Alzi la mano chi di voi non ha mai sognato di lasciare la propria città per rifugiarsi in un’oasi tropicale paradisiaca !!

Liberi dallo stress, spaparanzati a bruciarsi al sole godendovi il mare. Noi traduttori rientriamo certamente nella categoria dei più avvantaggiati alla fuga. Il nostro lavoro sta tutto in una o due borse. Potremmo impacchettare velocemente le nostre vite per fare finalmente quello che tutti almeno una volta nella vita hanno desiderato: mollare tutto e iniziare daccapo altrove.

Andata a curiosare su: http://natalilekka.blogspot.gr/ e troverete una rubrica dedicata ai traduttori che hanno fatto il grande salto.

Voi vi trasferireste? E dove?